Locarno 70 film festival, vincitori e film in gara

LOCARNO70, FILM FESTIVAL DEL CINEMA  INDIPENDENTE

 

Pardo: quest’anno a Locarno si è svolta la 70esima edizione del film festival indipendente più importante e conosciuto in Europa, che ha ospitato negli anni registi del calibro di Gene Wilder, Stanley Kubrik,Roberto Rossellini, Jim Jarmush, Spike Lee e molti altri.

La manifestazione si apre  il 2 e si chiude il 12 agosto: un vera indigestione di film e cortometraggi, a partire dalle 9 del mattino all’una di notte. La tranquilla cittadina di Locarno viene letteralmente ‘invasa’ da orde di cinemaniaci, appassionati, movieaddicted e addetti ai lavori.

P/S mag non poteva quindi mancare, per testimoniare con i nostri occhi e potervi raccontare tutto su questo evento.

Il Festival ha di anno in anno diverse sezioni e diverse giurie. Come tante sono le sale disponibili in cui visionare i film, a cominciare dalla Piazza Grande, suggestiva cornice per due proiezioni  serali che ricevono anche il premio giuria popolare, dove è il pubblico a votare il suo film preferito.

I VINCITORI DEL PARDO 2017

La giuria internazionale, che quest’anno era capitanata dal regista Oliver Assayas, per il Concorso internazionale ha assegnato il Pardo d’oro:

MRS. FANG di WANG Bing, (Francia, Cina, Germania),

il premio speciale della giuria

AS BOAS MANEIRAS di Juliana Rojas, Marco Dutra,

il Pardo per la miglior regia a F.J. OSSANG per 9 DOIGTS, (Francia, Portogallo),

il Pardo per la miglior interpretazione femminile

ISABELLE HUPPERT per MADAME HYDE di Serge Bozon, (Francia, Belgio)

e il Pardo per la miglior interpretazione maschile

ELLIOTT CROSSET HOVE per VINTERBRØDRE di Hlynur Pálmason  (Danimarca, Islanda).

 

Il Pardo d’oro Cineasti del presente assegnato a:
3/4 (Three Quarters) di Ilian Metev, Bulgaria, Germania
Premio speciale della giuria Ciné+ Cineasti del presente
MILLA di Valerie Massadian, Francia, Portogallo
Premio per il miglior regista emergente – Città e Regione di Locarno
KIM DAE-HWAN per CHO-HAENG (The First Lap), Corea del Sud
Menzioni Speciali
DISTANT CONSTELLATION di Shevaun Mizrahi, Stati Uniti, Turchia, Paesi Bassi

VERÃO DANADO di Pedro Cabeleira, Portogallo

Il Variety Piazza Grande Award è assegnato al film: DREI ZINNEN di Jan Zabeil, Germania, Italia

Infine Sign of Life e First feature, Open Doors, sezioni dove cineasti giovani. o provenienti da paesi in cui il cinema è in via di sviluppo, possono presentare film e cortometraggi; possono così farsi conoscere dal pubblico ma soprattutto dagli addetti ai lavori, siano questi stampa o industria dello spettacolo.

Non dimentichiamo che molti di questi film non verranno mai acquistati, e l’unica possibilità di visionarli è il festival. Quelli che colpiranno nel segno avranno la possibilità di essere acquistati e quindi di entrare in un circuito commerciale dove potranno essere visti da un maggior bacino di utenza.

LOCARNO FESTIVAL EASY

Appena arrivate a Locarno l’atmosfera è molto rilassata, direi decisamente easy.  Se uno si aspetta glamour stile La Croisette ha decisamente preso una cantonata. Sia la gente presente per assistere alle proiezioni, che il red Carpet stesso sono direi sottotono, pure forse anche troppo. Ad alzare l’asticella del glamour solo la presenza di Adrian Brody, in forma smagliante a ritirare il Pardo alla carriera, e la delegazione da Zurigo per la prima di Goliath, dove attori, attrici e vari consorti si erano tutti agghindati a dovere (e li ho sentiti distintamente preoccuparsi di essere ‘overdressed’ per l’occasione.)

Ma a parte questo curioso aspetto, la quantità e la qualità dei film proposti e decisamente altissima. Nonchè la presenza di ospiti, oltre al già menzionato Brody, era presente  Nastassia Kinsky, anche lei premiata, Vanessa Paradis, la regista Comencinie il regista Todd Haynes, Mathieu Kassovitz.

Un plauso anche all’organizzazione, perfetta sia all’entrata che all’uscita dei film, sia il sito perfettamente curato e all’app che una volta scaricata consentiva di avere in tempo reale i film disponibili per la visione. E poi il fantastico Pardo bus, che se si era forniti di badge ti scorrazzava da una sala all’altra dal mattino alla sera.

Non posso in questa sede per ovvi motivi di spazio recensire tutti i film che ho visto, potrei davvero tediarvi a morte, sicuramente recensirò alcuni dei più rilevanti prossimamente, come l’americano Beach Rats, Gemini di Aaron Katz,il francese Chien, il tedesco Drei Zinnen e lo svizzero Goliath.

E’ stato presentato in piazza anche Atomic Blonde, di David Leitch, che purtroppo non sono riusicita a vedere.

Non sono mancate le delusioni, come Milla, storia di noia e noia e ancora noia, o Lesser Bronzè le Cadavre, una sorta di Tarantino wannabe, con una sceneggiatura ai limiti del ridicolo, e una regia pretenziosa e assolutamente non convincente.

Una menzione anche ai film-documentario come Distant Constellation, girato in un ospizio in Turchia nell’arco di due anni, con interviste ad anziani di diverse etnie che avrebbero sciolto il cuore di un iceberg, e Anatomia del miracolo, girato a Napoli alla ricerca del mistero del Miracolo.

Oltre alla possibilità di assistere a molte prime visioni, per la stampa e non, e aver la possibilità di partecipare a conferenza stampa con registi e attori, confrontandosi con loro su tematiche proposte nelle pellicole a volte di non immediata comprensione, è stato davvero incredibile.

 

 

adrian brody

 

 

 

 

 

 

gemini
Vinterbrødre (Winter Brothers)

 

 

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War Machine, il film sull’Afganistan che nessuno vuole vedere

War Machine una produzione Netflix

War Machine è un film di produzione Netflix, della quale ormai non possiamo fare a meno per la nostra dose quotidiana di telefilm.

E’ scritto e diretto da David  Michôd, basato sul libro The Operators di Michael Hasting incentrato sulla figura del generale statunitense Stanley A. McChrystal, inviato in Afganistan nel 2009.

Brad Pitt è l’interprete  principale nella parte del generale  McMahon, e nella pellicola compaiono di attori del calibro di Tilda Swinton e Ben Kingsley , che impreziosiscono il già interessante cast del film.

Le riprese del film cominciano nell’ottobre 2015 a Londra. Nello stesso mese la produzione si sposta ad Abu Dhabi, usata come location per Kabul. Parte delle riprese si tenne inoltre nel Surrey, in Inghilterra.

La spinosa questione Afghanistan

War Machine in soldoni ci racconta il lasso di tempo che intercorre da quando il generale McMahon viene inviato in Afganistan per ‘vincere la guerra’, a quando viene rispedito a casa e al suo posto subentra un altro generale. Si capisce dopo breve tempo che la missione non è affatto vincere la guerra, ma  sistemare l’enorme casino che gli americani e i loro alleati europei hanno combinato laggiù. Impresa che neanche un uomo tutto di un pezzo con McMahon può compiere.

Ho letto la recensione che Wired, sito di qualità e con ottimi contenuti, fa di questo film. Definisce War Machine  poco focalizzato confuso, non abbastanza satirico per essere una satira, non abbastanza di guerra per essere di guerra, Brad Pitt troppo bravo per essere la macchietta del generale integerrimo.

Onestamente dissento totalmente da questa recensione.

Se mi seguite da un pò sapere che sono un’amante dei film bellici, e credo che se anche in War Machine si sparano appena un paio di colpi e non c’e una reale scena di combattimento, sia un film di guerra con i controfiocchi.

Con uno sguardo lucido il regista non perde di vista il focus del film,  lo spettatore  si immedesima nel suo punto di vista del protgonista, scopre insieme a lui una situazione al limite del paradossale.

Da una parte i soldati non riescono a riconoscere i ribelli dai civili, non sanno su chi sparare, hanno l’ordine di accertarsi che il target sia per certo un ribelle e non un civile prima di sparare, ma questa operazione è praticamente impossibile.

Dall’altra devono convincere una popolazione sotto assedio  che in quanto americani sono  amici che portano pace e protezione, non invasori che sparano su donne e bambini.

Il Generale McMahon si trova a gestire soldati in stato confusionale, alleati che giocano al gioco delle tre carte, e un presidente che gli chiede una cosa ma in realtà ne vuole un’altra.

L’ntervista al Rolling Stone che cambierà la storia

Quando il Rolling Stone pubblica l’intervista al generale (qui l’originale intervista al Rolling Stone del vero Generale McCrystal), in cui vengono mosse pesanti critiche alla posizione e all’operato di Obama e a tutta l’operazione in Afghanistan, il generale viene rispedito a casa senza tanti complimenti, rimpiazzato da un altro generale che si intuisce subirà la stessa situazione.

Il film ha un tono apparentemente leggero, che durante lo svolgimento  arriva dritto al punto, e l’angoscia a poco a poco assale lo spettatore. Brad Pitt è perfetto nel dare vita a un uomo di sani principi, che ha le sue piccole manie e abitudini, che ha fatto della guerra la sua vita ma che ha forti valori e principi morali, e la cosa risulta tra l’altro assolutamente non incongrua.

Consiglio questo film, anche se getta di sicuro un’ombra sull’operato di un presidente che ho sempre stimato.

 

http://https://youtu.be/tupMdkik9bQ

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Oscar 2017: premiazione con gaffe

La notte degli oscar per gli amanti del cinema è sempre un evento molto atteso: anche se sono le premiazioni del cinema più mainstream e non è il sundance, c’e sempre un’emozione struggente nei minuti che precedono l’apertura della fatidica busta che decreta il Miglior film, Miglior Attore e Migliore attrice protagonisti, ma anche per tutti gli altri premi.

Come forse tutti già saprete, quest’anno abbiamo avuto gli Oscar con Gaffe. Infatti Warren Beatty e Fay Dunaway pare avessero in mano la busta sbagliata, quella come miglior attrice, e aprendo questa busta annunciamo come miglior film LA LA Land. Jordan Horowiz comincia il suo discorso di ringraziamento, tutti gli attori salgono sul palco, ma si capisce che qualcosa non funziona. Dopo pochi minuti chi di dovere sale sul palco e annuncia il vero vincitore: Moonlight. La gang di La LA Land accusa il colpo con dignità, ma la gaffe diventa presto virale.

subbuglio sul palco per la gaffe

Ls La Land si consola comunque come miglior regia e Emma Stone miglior Attrice, più una manciata di altre statuette, il miglio attore invece se lo pappa Casey Afflect con Manchester by the sea, e lo porta via al nostro amato Gosling ma direi più che meritatamente.

Anche se Fuocoammare non ce l’ha fatta come film straniero, noi ci siamo fatti valere nel trucco e parrucco con la vittoria per Suicide Squad di Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini.

Ecco di seguito tutti i candidati e i vincitori:

Miglior film

  • Moonlight
  • Arrival, prodotto
  • Barriere (Fences)
  • La battaglia di Hacksaw Ridge
  • Il diritto di contare (Hidden Figures)
  • Hell or High Water
  • La La Land
  • Lion – La strada verso casa (Lion)
  • Manchester by the Sea

Miglior regia

  • Damien ChazelleLa La Land
  • Barry Jenkins – Moonlight
  • Kenneth Lonergan – Manchester by the Sea
  • Denis Villeneuve – Arrival
  • Mel Gibson – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)

Miglior attore protagonista

  • Casey AffleckManchester by the Sea
  • Andrew Garfield – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
  • Ryan Gosling – La La Land
  • Viggo Mortensen – Captain Fantastic
  • Denzel Washington – Barriere (Fences)

Miglior attrice protagonista

  • Emma StoneLa La Land
  • Isabelle Huppert – Elle
  • Ruth Negga – Loving
  • Natalie Portman – Jackie
  • Meryl Streep – Florence (Florence Foster Jenkins)

Miglior attore non protagonista

  • Mahershala AliMoonlight
  • Jeff Bridges – Hell or High Water
  • Lucas Hedges – Manchester by the Sea
  • Dev Patel – Lion – La strada verso casa (Lion)
  • Michael Shannon – Animali notturni (Nocturnal Animals)

Miglior attrice non protagonista

  • Viola DavisBarriere (Fences)
  • Naomie Harris – Moonlight
  • Nicole Kidman – Lion – La strada verso casa (Lion)
  • Octavia Spencer – Il diritto di contare (Hidden Figures)
  • Michelle Williams – Manchester by the Sea

Migliore sceneggiatura originale

  • Kenneth LonerganManchester by the Sea
  • Damien Chazelle – La La Land
  • Yorgos Lanthimos e Efthymis Filippou – The Lobster
  • Mike Mills – 20th Century Women
  • Taylor Sheridan – Hell or High Water

Migliore sceneggiatura non originale

  • Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraneyMoonlight
  • Eric Heisserer – Arrival
  • Luke Davies – Lion – La strada verso casa (Lion)
  • August Wilson – Barriere (Fences)
  • Allison Schroeder e Theodore Melfi – Il diritto di contare (Hidden Figures)

Miglior film straniero

  • Il cliente (Forushandeh), regia di Asghar Farhadi (Iran)
  • Land of Mine – Sotto la sabbia (Under sandet), regia di Martin Zandvliet (Danimarca)
  • En man som heter Ove, regia di Hannes Holm (Svezia)
  • Tanna, regia di Martin Butler e Bentley Dean (Australia)
  • Vi presento Toni Erdmann (Toni Erdmann), regia di Maren Ade (Germania)

Miglior film d’animazione

  • Zootropolis (Zootopia), regia di Rich Moore e Byron Howard
  • Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings), regia di Travis Knight
  • La mia vita da Zucchina (Ma vie de Courgette), regia di Claude Barras
  • Oceania (Moana), regia di John Musker e Ron Clements
  • La tartaruga rossa (La Tortue Rouge), regia di Michaël Dudok de Wit

Miglior fotografia

  • Linus SandgrenLa La Land
  • Greig Fraser – Lion – La strada verso casa (Lion)
  • James Laxton – Moonlight
  • Rodrigo Prieto – Silence
  • Bradford Young – Arrival

Miglior scenografia

  • Sandy Reynolds-Wasco e David WascoLa La Land
  • Patrice Vermette e Paul Hotte – Arrival
  • Stuart Craig e Anna Pinnock – Animali fantastici e dove trovarli (Fantastic Beasts and Where to Find Them)
  • Jess Gonchor e Nancy Haigh – Ave, Cesare! (Hail, Ceasar!)
  • Guy Hendrix Dyas e Gene Serdena – Passengers

Miglior montaggio

  • John GilbertLa battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
  • Tom Cross – La La Land
  • Joi McMillon e Nat Sanders – Moonlight
  • Joe Walker – Arrival
  • Jake Roberts – Hell or High Water

Miglior colonna sonora

  • Mica Levi – Jackie
  • Dustin O’Halloran e Hauschka – Lion – La strada verso casa (Lion)
  • Nicholas Britell – Moonlight
  • Thomas Newman – Passengers

Miglior canzone

  • City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) – La La Land
  • Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) – La La Land
  • Can’t Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) – Trolls
  • The Empty Chair (J. Ralph e Sting) – Jim: The James Foley Story
  • How Far I’ll Go (Lin-Manuel Miranda) – Oceania (Moana)

Migliori effetti speciali

  • Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones, Dan LemmonIl libro della giungla (The Jungle Book)
  • Craig Hammack, Jason Snell, Jason Billington, Burt Dalton – Deepwater – Inferno sull’oceano (Deepwater Horizon)
  • Stephane Ceretti, Richard Bluff, Vincent Cirelli, Paul Corbould – Doctor Strange
  • Steve Emerson, Oliver Jones, Brian McLean, Brad Schiff – Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings)
  • John Knoll, Mohen Leo, Hal Hickel, Neil Corbould – Rogue One: A Star Wars Story

Miglior sonoro

  • Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter GraceLa battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
  • Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow – La La Land
  • David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Rogue One: A Star Wars Story
  • Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye – Arrival
  •  Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth – 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Miglior montaggio sonoro

  • Sylvain BellemareArrival
  • Wylie Stateman, Renée Tondelli – Deepwater – Inferno sull’oceano (Deepwater Horizon)
  • Robert Mackenzie, Andy Wright – La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge)
  • Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan – La La Land
  • Alan Robert Murray, Bub Asman – Sully

Migliori costumi

  • Colleen AtwoodAnimali fantastici e dove trovarli (Fantastic Beasts and Where to Find Them)
  • Joanna Johnston – Allied – Un’ombra nascosta (Allied)
  • Consolata Boyle – Florence (Florence Foster Jenkins)
  • Madeline Funtaine – Jackie
  • Mary Zophres – La La Land

Miglior trucco e acconciatura

  • Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher NelsonSuicide Squad
  • Eva Von Bahr e Love Larson – En man som heter Ove
  • Joel Harlow e Richard Alonzo – Star Trek Beyond

Miglior documentario

  • O.J.: Made in America, regia di Ezra Edelman
  • Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi
  • I Am Not Your Negro, regia di Raoul Peck
  • Life, Animated, regia di Roger Ross Williams
  • XIII emendamento (13th), regia di Ava DuVernay

Miglior cortometraggio documentario

  • The White Helmets, regia di Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara
  • 4.1 Miles, regia di Daphne Matziaraki
  • Extremis, regia di Dan Krauss
  • Joe’s Violin, regia di Kahane Cooperman
  • Watani: My Homeland, regia di Marcel Mettelsiefen

Miglior cortometraggio

  • Sing, regia di Kristóf Deák e Anna Udvardy
  • Ennemis intérieurs, regia di Sélim Azzazi
  • La femme et la TGV, regia di Timo von Gunten
  • Silent Nights, regia di Aske Bang
  • Timecode, regia di Juanjo Giménez Peña

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Piper, regia di Alan Barillaro
  • Blind Vaysha, regia di Theodore Ushev
  • Borrowed Time, regia di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj
  • Pear and Cider Cigarettes, regia di Robert Valley
  • Pearl, regia di Patrick Osborne
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