AUTOMOBILE MON AMOUR

Da
quando l’automobile è stata inventata è indubbiamente stata
qualcosa di più di un semplice veicolo per spostarsi. E non solo per
chi ha una vera e propria passione per le 4 ruote, ma siamo tutti o
quasi vittima del fascino di questo oggetto del desiderio. 
 

Lo
dimostrano molto bene sia le pubblicità delle prime auto negli anni
20, che le bellissime locandine degli anni 50 con le pin up
ammiccanti o quelle con tutta la famiglia riunita per una gita
domenicale.
Vediamo
anche negli anni 70, le macchine con le loro linee più squadrate,
più aggressive, desiderate dai giovani pronti per scatenarsi il
sabato sera sulle note del soul nero di Donna Summer e James Brown.
E’ evidente che in ogni epoca la macchina simboleggia uno stile di
vita; che sia quello della gioventù emancipata, quello familiare
desiderato dalle madri di famiglia, o quello dal motore potente che
fa sentire un uomo un ‘vero uomo’.
Anche
adesso le pubblicità delle macchine identificano il mezzo con quello
che siamo, come se avere quel determinato modello di macchina ci
permettesse di essere più felici, o delle persone migliori e più
complete.
E’
vero che questo succede un po’ per tutto nella pubblicità, ma è
indubbio che il rapporto con l’automobile è sicuramente qualcosa di
più profondo. Diventa quasi una propaggine del nostro essere. Quando
dobbiamo cambiarla è tutto un prendere informazioni, guardare questo
e quello, valutare pro e contro. E come ci sciogliamo quando i nostri
occhi si posano sulle lucide cromature della nostra nuova pargoletta.
Va
da sé, quindi, che luoghi come i box auto hanno un’importanza
fondamentale per tenersi stretto il proprio gioiellino o per,
semplicemente, riparare da cambiamenti climatici il mezzo più
utilizzato del mondo.
Se,
però, pensate che dietro i portoni
sezionali industriali
ci sia un
mondo banale, fatto di piccoli o medi spazi in cui semplicemente
parcheggiare la propria auto e riporre oggetti che non si utilizzano
più, vi sbagliate di grosso: in giro per il mondo esistono dei
luoghi che non solo rappresentano dei posti sicuri, ma che sono anche
delle perfette case (di lusso) per auto altrettanto pregiate.
Avete
presente quelle abitazioni in cui l’ascensore vi porta direttamente
dentro casa? Per il futuristico Sky Garage
la formula è la stessa, ma per le auto. Si tratta di un parcheggio
privato in una lussuosa dimora di Singapore, in cui basta entrare in
un ascensore con la macchina, spegnerla, lasciarla sulla piattaforma
dedicata che, mobilitandosi, la porterà al piano interessato. Così,
mentre si è comodamente seduti sul divano, si potrà veder comparire
dietro il vetro l’auto, lì dove c’è il vostro garage personale.

Quasi
17 milioni il costo di questo garage di Las
Vegas
, che può ospitare fino a 5 macchine.
All’interno anche un centro di riparazione per qualunque eventuale
guasto e un auto lavaggio, così da sfoggiare sempre una carrozzeria
lucente. Sempre nella città del divertimento più sfrenato troviamo
un’altro box auto, ma più capiente (questo può ospitare fino a 8
macchine) e più che un parcheggio personale sembra una casa:
climatizzatore, pavimento in legno, Tv sospesa e lampadario in
cristallo.
Spostiamoci
invece in Costa Azzurra, dove si trova un incredibile Box sulla
scogliera.
Questo
posto auto personale non è particolare solo perché affaccia su una
delle più famose zone della costa mediterranea, ma soprattutto
perché caratterizzato da un sistema che permette di parcheggiare
l’auto a qualche centimetro sotto al suolo. La soluzione ottimale
per scongiurare qualsiasi ladro a rubare la vostra preziosa auto e,
in più, ad avere un garage dalla vista mozzafiato.
Se
poi avete un’innumerevole quantità di macchine di lusso come il
Sultano del Brunei
(che possiede 7000 auto
tra Rolls Royce, Ferrari, Bentley, Jaguar, Aston Martin e
Lamborghini) potete prendere ispirazione dalla sua soluzione adottata
per parcheggiarle tutte, ovvero 9 hangar che conservano gelosamente
le migliaia di auto. Non possiamo biasimarlo: rappresentano un
patrimonio di 5 miliardi di dollari.
Articolo scritto in
collaborazione con
Armo
S.p.a
, produttore di
piattaforme, rampe, chiusure industriali e residenziali.

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Quando è importante mettere al sicuro ciò che ci è più caro

Una
lezione che fin troppo spesso fatichiamo a imparare è la necessità
di difendersi. Difendere la propria privacy, i propri sentimenti, le
proprie fragilità.
Perchè
insieme a tutto quello che ci fa sorridere, alla nostra famiglia agli
affetti più cari, c’è anche un mondo brutto pronto a approfittare
di un piccolo passo falso, di uno spiraglio nella nostra corazza per
colpirci e farci cadere.
Anche
i social network, che tanto ci sono utili nel nostro lavoro e nei
nostri rapporti personali , sono spesso colmi trappole dalle quali
dobbiamo guardarci. Va benissimo quindi pubblicare foto dei nostri
momenti importanti, delle cene in famiglia o nei locali con le
amiche, ma controllate sempre le immagini che postate e ancora di più
i tag che vengono da friends e conoscenti. Facebook dispone infatti
di alcuni strumenti di controllo della privacy che eviteranno
imbarazzi e dissapori, con i quali potrete controllare il tag e
decidere se accettarlo o meno.
E
anche se non fareste che postare foto dei vostri figli, che sono la
luce dei vostri occhi, muovetevi con cautela. Perchè ricordate che
una volta che una immagine è in rete, per quanti filtri di privacy
cercherete di utilizzare, questa sarà fuori dal vostro controllo,
verrà risucchiata nel web e portata ovunque da chiunque. Non
dimenticatelo.
Molto
più prosaicamente è ancor importante difendere i propri oggetti
preziosi, e ora possiamo farlo con gusto e stile in cassaforti che
sono anche oggetti di puro design.
L’utilizzo
di casseforti in cui riporre degli oggetti di valore, documenti
importanti o qualunque cosa che per noi abbia un significato
affettivo è ormai ampiamente diffuso. Quando si parla di sicurezza è
fondamentale non lasciare nulla al caso e scegliere casseforti che
adempiano al compito per cui sono state scelte: proteggere
tutto ciò che viene riposto al loro interno.
Accanto
a questo proposito, però, non bisogna dimenticare che una cassaforte
deve essere inserita in un ambiente che presenta un determinato
design e non deve in alcun modo rompere quell’equilibrio
fatto di forme, colori e materiali
. Per
questo ne esistono alcune che sono dei veri e propri oggetti
d’arredamento, dal design e dalle caratteristiche unici e, va da
sé, il binomio cassaforte
prezzi
sarà unico tanto quanto
questi prodotti. Quali sono i produttori che hanno fatto della
sicurezza un terreno in cui inserire lusso, opulenza, esclusività?
1-
The Luxury Range di Burton Safes
Massima
sicurezza con attenzione verso ogni minimo dettaglio, la linea Luxury
di Burton Safes è unica al mondo. Le casseforti sono realizzate
nello Yorkshire, Regno Unito, e senza dubbio la più costosa è
Narcissus, disegnata da Karl Lagerfeld.
Altissimo livello di artigianalità e assoluta perfezione tecnica,
questa cassaforte ha un design classico, due armadietti interni e si
attiva solo nel momento in cui riconosce la mano del proprietario.
Sarà forse quest’ultimo aspetto a giustificarne il prezzo di
250.000 euro?
2-
Galaxy di Buben & Zorweg
L’ultima
collezione di casseforti dell’azienda Buben & Zorweg, che
propone prodotti di lusso dal 1995, è ispirata all’Art Decò,
presenta dettagli verniciati ad effetto madreperlato e finiture di
lusso. Un unico oggetto di design che si va ad aggiungere agli altri
prodotti del brand anch’essi caratterizzati da opulenza,
particolarità ed esclusività.
3-
Conforti Exclusives Sales
Un’azienda
italiana con 100 anni di storia ed esperienza alle spalle. Le
casseforti sartoriali Made in Italy
di Conforti sono realizzate con materiali di pregio ed è sempre il
cliente a personalizzare il suo prodotto. Pelle
intrecciata
, malachite, marmo e madreperla
sono solo alcuni dei materiali scelti da chi si è affidato a
Conforti, il cui obiettivo, da sempre, è solo uno: proteggere le
cose più preziose del mondo.
Articolo
scritto in collaborazione con
Blindoblindati

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David Bowie, indimenticabile icona

Dopo una lotta di 18 mesi con il cancro, ieri si è spento David Bowie, all’età di 69 anni.
Lo scorso 8 gennaio era uscito il suo nuovo lavoro, Blackstar, e non eravamo quindi preparati alla sua dipartita. Forse non lo saremmo stati mai, come non lo eravamo per la scomparsa recente di un’altra icona del rock, Lemmy dei Motorhead, scomparso anche lui a causa di un tumore neanche un mese fa.
Sono morti che ci lasciano orfani di un immaginario collettivo.
David Bowie, soprattutto per le persone della mia generazione, e di quella precedente, è stato un punto di riferimento, era il simbolo di quell’androginia così marcata negli anni 80, dove le donne diventavano creature potenti e mascoline, come Grace Jones, e gli uomini sexy e efebici, fasciati in succinte tute di lurex, esibendo la loro sessualità in una maniera fino ad allora riservata alle donne.
David Bowie ci ha lasciato alcuni brani memorabili, e anche alcuni film come Labyrinth , che per me è e rimane sempre il film della mia adolescenza, o L’uomo che cadde sulla terra, o Absolute beginner, manifesto dimenticato delgi anni ’80, ma è soprattutto la sua immagine ad averci colpito, e la moda ne è stata direttamente e indirettamente influenzata.
per ricordarlo vi lascio una carrellata di alcune delle immagini a mio parere più rappresentative.

a noi piace ancora ricordarti così:

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