Teddy girl fashion style: who want to be a rebel?

Negli anni ’50 nasce il movimento dei Teddy Boy, il primo vero e proprio movimento giovanile che possa definirsi ‘sottocultura’. Il movimento dei Teddy Boy, che nasce a Londra per diffondersi presto in tutta l’Inghilterra, era legato al mondo del Football, delle risse e dell’altro tasso alcolico. La musica è il Rock and Roll che viene dagli Stati Uniti, ed è sicuramente il manifesto di una gioventù che si ribella ai valori delle passate generazioni.

Le Teddy girl erano le ragazze che seguivano il movimento, e il loro look era aggressivo, vagamente Tomboy, innovativo e molto glam, tanto che ritroviamo tracce di questo stile in tutti gli anni a venire. Blazer, pantaloni maschili e camicie bianche, e una grinta da vendere.

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we love Vivetta!

Sicuramente non sarà sfuggito al vostro occhio attento di fashioniste il lavoro fuori dagli schemi di Vivetta.
Vivetta Ponti, che ha lavorato per Roberto Cavalli, dove ha incrementato il suo amore per i tessuti e i ricami, crea il suo brand Vivetta nel 2008, e da quel momento la sua escalation non si è mai arrestata.
Il suo brand è venduto a tutt’oggi nelle migliori boutique e indossato da celebs come Anna Dello Russo, Pixie Lott, Alexa Chung, Portia Freeman e molte altre.
Non mi ha sorpreso che Vivetta sia appassionata di surrealismo, New Wave francese, anni cinquanta e sessanta, Catherine Deneuve, film sperimentali anni sessanta, insomma che abbia una cultura a 360 gradi.
I suoi capi riflettono le sue influenze sfaccettate, ma rivelano almeno a mio parere un’ironia e una leggerezza di vivere, un sano non prendersi troppo sul serio.
Quello che invece la designer prende molto sul serio è la qualità dei suoi capi, che ho avuto occasione di vedere da vicino e ho potuto appurare essere creati in maniera impeccabile.
La collezione per questo inverno ha come tonalità l’arancio, il rosa pastello, il celeste polvere il viola e il nero,troviamo elementi anni ’50 come i maxi polka dots e le conne midi, ma anche abiti che fanno l’occhilino agli anni ’70, come gli abiti lunghi neri e viola con il collettino a contrasto, che adoro, o i colletti in pizzo che ci riportano agli inizi secolo.
Molte influenze ben mixate, il rischio era di fare una collezione puoit pourri, e invece il risultato è solido e ben strutturato.
Io voglio tutto e voi?
www.vivetta.it

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