Sovrappeso: può essere messo sullo stesso piano di una patologia?

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” L’obesità una patologia tipica, anche se non esclusiva, delle società dette “del benessere”. L’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’obesità attraverso l’indice di massa corporea (IMC), un dato biometrico che mette a confronto peso e altezza: sono considerati obesi i soggetti con IMC maggiore di 30 kg/m2, mentre gli individui con IMC compreso fra 25 e 30 kg/m2 sono ritenuti in sovrappeso.”

Questo è quello che Wikipedia ci appioppa come giusta definizione di obesità. Fin qui tutto cristallino.

Che il sovrappeso, in forma più o meno grave sia un problema molto serio e molto diffuso non serve wikipedia a dirlo, basta guardarci intorno quando camminiamo per strada, il numero di persone anche molto giovani con chili di troppo è piuttosto elevato.

Le problematiche fisiche sociali e mentali che ne derivano sono molto serie e necessitano sicuramente di una grande attenzione da parte di tutti. Ma, (e se un po’ mi conoscete sapete benissimo che a questo punto c’è un ‘ma’) a forza di leggere post strappalacrime di persone ‘affette’ da sovrappeso il mio cervello ha cominciato a girare peggio della ruota di un criceto.

Stavo leggendo in particolare il post di una ragazza che si lagnava del fatto che in spiaggia si sentiva a disagio, fuori luogo, con la sensazione che tutti la guardassero e la criticassero, che non era giusto, le persone sovrappeso dovrebbero essere accettate e capite da tutti, non dovrebbe esserci discriminazione e bla bla bla bla bla. Tolto che poi: ma sei sicura che la gente non abbia di meglio da fare in spiaggia che guardare te?

Poi (prima che cominciate a tirarmi la frutta marcia addosso, fate un bel respiro e continuate a leggere, se volete) il mio pensiero è tornato indietro ai miei 14 anni. No non ero sovrappero, ero uno stecchino, ma avevo una grave forma di scoliosi, molto simile a quella nella foto qui sotto.

(Per ovvie ragioni non ho mie foto, non amavo molto essere fotografata di schiena…)

Questo è stato il mio aspetto dai 13 anni ai 18. E pensavo che il effetti in spiaggia io non ci sono andata molto spesso. E abitavo in Liguria. MI vergognavo del mio corpo, ero una ragazzina, ero deforme, anche se vestita non si notava molto, in costume si vedeva parecchio. A 18 anni sono stata operata, e poi di nuovo a 20, riducendo la curva  notevolmente almeno per un pò di tempo ma regalandomi una cicatrice da 40 punti sul fianco e una da 20 lungo la colonna. Con il passare del tempo la schiena si è storta di nuovo cosi adesso ho la schiena storta e le cicatrici. Urrà.

Comunque alla fine l’ho superato, ho messo il costume da bagno anche 2 pezzi e addirittura qualche maglia corta, e non son stata a farla tanto lunga. Ho ingoiato l’amaro boccone, certo spesso mi guardo allo specchio e vorrei non essere così. ma questo è quello che mi hanno dato come corredo e questo è quello con cui ogni giorno mi alzo e vado a combattere.

E conosco persone con problematiche fisiche molto molto più evidenti e invalidanti della mia, in carrozzella, persone con arti mancanti, reduce da incidenti o gravi patologie, che non stanno li a scrivere post su ‘oddio in spiaggia mi guardano tutti’!

Quello che sto dicendo, è che una deformità fisica patologica è permanente e non è frutto di una scelta,non puoi decidere di essere fatto in altro modo. Se sei sovrappeso puoi dimagrire,

E’ difficile, penoso, richiede sacrificio e fatica, ma perdonami, non avrai la mia compassione, perchè tu puoi scegliere il corpo che hai, io no. E con me tantissime altre persone che lottano con reali problemi fisici, grandi o piccoli.

freaks, Tod Browning movie 1932

 

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