Paolo Villaggio è mancato oggi, lasciandoci orfani di Fantozzi

Oggi é morto Paolo Villaggio, all’età di 84 anni.

Qualcuno su Facebook ha appena fatto notare che non è morto Fantozzi, ma l’attore che lo interpretava, il genovese Paolo Villaggio.

Arguta osservazione, che mi ha però sollevato diverse questioni. Il ragionier Fantozzi, o per chiamarlo come lo chiamava la Silvani, Fantocci, è più di un personaggio protagonista di una fortunata serie di film. E vediamo il perchè.

Fantozzi, come nasce un perdente

Paolo Villaggio prima di intraprendere la carriera cinematografica trascorre un breve periodo come operaio all’allora Italsider, diventata poi Ansaldo, cioè le acciaierie di Genova. Ed è qui, nel clima controverso post boom economico e post industrializzazione che nasce nella mente di Villaggio il personaggio di Fantozzi, e il suo corollario di personaggi grotteschi ma quanto mai reali, come l’amato ragionier Filini, la già citata Silvani, il direttore Mega  Galattico con la poltrona  di pelle umana, il geometra Calboni.

E’ proprio dall’analisi spietata delle dinamiche all’interno di un grande azienda che nascono i personaggi nella testa di Villaggio, e Fantozzi incarna alla perfezione il ruolo dell’italiano medio che è succube dal potere dello stato e dei superiori, che non riesce a far sentire la su voce in questo mondo di leccapiedi e prepotenti, arpie e voltafaccia. Fantozzi è servile fino alla nausea al lavoro, e neanche a casa le cose migliorano: la moglie e la figlia di una non comune bruttezza, una casa a equo canone e la macchina utilitaria Bianchina. Nulla di quello che il boom economico aveva promesso e che molti altri hanno ottenuto è alla portata di Fantozzi, e mai lo sarà.

Siamo tutti Fantozzi

Ed è proprio per questo che tutti abbiamo amato Fantozzi, perchè dentro di noi sapevamo che un pò tutti eravamo come lui, che anche noi eravamo stati ingannati e defraudati da promesse che non erano state mantenute. In ognuno di noi c’e un piccolo italiano medio, con il quale veniamo a patti meglio se possiamo riderne.

Io ricordo che da bambina non riuscivo a guradare i film di Fantozzi, ho dovuto arrivare ai vent’anni e più per poterne vedere uno fino alla fine. Per ragioni che tutt’ora mi sfuggono mi metteva talmente a disagio che finivo sempre con il mettermi a piangere rovinando la visione del film a tutta la famiglia. Disagio che provo tutt’ora, perchè la componente comica non riesce completamente a stemperare la triste realtà di cui sono permeati i personaggi.

Per cui si, é morto Paolo Villaggio,  ed è un triste notizia per  il cinema italiano, ma per noi Villaggio sarà sempre sinonimo del ragionier Fantozzi.

 

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