Okja, il maiale gigante ci farà diventare vegan (?)

OKJA,  secondo film di produzione   Netflix

Okja di Bong Joon-ho è il secondo film dopo War Machine (recensione qui) a essere prodotto dal colosso Netflix. Ricordiamo le polemiche a Cannes dove il film è stato presentato, dove è stato contestato soprattutto dal regista Pedro Almodovàr, che obbiettava la presenza di un prodotto destinato al piccolo schermo in un Festival del cinema.

Il primo t trailer è stato diffuso il 28 febbraio 2017. Il film è stato presentato in anteprima e in concorso al Festival di Cannes 2017 il 19 maggio 2017. È distribuito attraverso Netflix il 28 giugno 2017.

UN CAST STELLARE

Nel cast compaiono attoti di prim’ordine dalla cattivissima e sdoppiata nel ruolo delle due gemelle Lucy Mirando e Nancy Mirando  della Mirando Corp., a Jackie Gillenhall nel ruolo del presentatore televisivo di programmi sugli animali in declino, a Paul Dano capo di Animal Liberation Front, al mitico Giancarlo Esposito, a noi caro nel ruolo di Gus in Breakin Bad. Ma ruba senz’altro la scena Ahn Seo-hyun  nel ruolo di Mija, la bambina coreana protagonista della vicenda

UNA FAVOLA A LIETO FINE

La trama in breve e senza troppi spoiler è questa: una multinazionale,  la Mirando, in pssao produttice di armi chimiche, passa nelle mani delle due figlie gemelle. Lucy Mirando per risollevare le sorti dell’azienda decide di produrre in laboratorio dei maiali giganti. Ne riesce  a scovare 26 tre le centinia di malformati e li consegna a altrettanti allevatori selezionati da crescere per un periodo di 10 anni. Ovviamente per l’opinione pubblica i maiali sono ‘naturalissimi’,  scovati misteriosamente in una remota zona del sudmerica. Ma ovviamente una bugia ben impacchettata che promette un allevamento economico e con minor impatto sull’ambiente è subito digerita e accettata.

MIja è la figlia dell’allevatore coreano a cu è toccato uno di questi maiali, Okja appunto. Arrivato il momento di restituire la creatura, Mija si oppone e di qui parte l rocambolesca avventura della bimba per riavere il suo maiale, costellata di personaggi vari, dai ragazzi dell fronte di liberazione animale (ALF), ai vari folli dirigenti della Mirando, che chiaramente ricalca le grandi multinazionali come la Whole Food o la Monsanto.

Gli effetti speciali sono davvero curati, la regia a parte qualche momento di stanchezza è ben strutturata e gli attori certo non deludono.

E allora direte voi, che problema c’è, film promosso.

Con il piffero.E vi spiego il perchè.

UNA FAVOLA DI BUONI SENTIMENTI  CHE SCEGLIE LA VIA PIU’ FACILE

Il film tocca moltissimi argomenti importanti: le multinazionali del cibo, le frottole che ci vengono spiattellate su quello che ci mettono nel piatto, la questione animalista e la scelta vegana.

Sembra un’ottimo punto di partenza, molto da dire e molto su cui far riflettere. La versione metafora con il Maiale gigante al posto di una specie esistente poteva essere un buon modo per creare una visione parallela grazie alla quale scansare l’orrore di  quello che realmente succede in un macello (credetemi, il film non si avvicina neanche lontanamente alla realtà dei posti tremendi dove il bestiame viene tenuto prima di essere macellato e successivamente l’orrore di una vera macellazione.)

SPECISMO

C’e però una cosa che mi ha colpito. La razza umana è specista, ed è solita considerare gli animali in animali di serie A e animali di serie B, cioè quelli da compagnia come cani gatti ecc ecc, e quelli di cui non frega una funchia a nessuno.

E questo film ne è il manifesto. Questo Maiale ci viene presentato come un vero proprio animale da compagnia, addirittura capace di azioni quasi umane, come il salvare la vita  alla bambina con un atto di ragionamento complesso e di altruismo. Noi ci innamoriamo di QUELL’ANIMALE in particolare, ed è quello stesso animale che alla fine si salva, e che designa il lieto fine della vicenda. Che di tutti gli altri di cui non sappiamo niente continuino a crepare chissene, giriamo volentieri la testa dall’altra parte. Che è esattamente poi quello che succede nella realtà, coccoliamo il nostro cane mentre ci ingozziamo di carne di maiale.

Certo fa sempre piacere che un film parli dell’ALF e lo mostri al mondo intero anche prendendolo un pò in giro.

Egocentrico vs Ecocentrico

Sollevare questioni eco/etiche/vegan fa sempre bene, ma  mi chiedo perchè non si sia fatto il passo successivo. E’ così difficile pensare a un mondo in cui l’uomo non si metta sopra tutto e consideri la terra e quello che la abita  a suo uso e consumo, un mondo in cui l’uomo consideri tutti gli essere viventi suoi pari e meritevoli di considerazione e rispetto, e non solo quelli che sceglie lui a suo discrimine. L’uomo dovrebbe raggiungere un grado di civiltà tale di capire che il fatto di  avere la  capacità di disporre  delle altre specie e delle risorse della terra, non gliene dà automaticamente il diritto.

www.animalliberationfront.com

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