La battaglia di Hacksaw Ridge: la recensione

La battaglia di Hacksaw Ridge, regia di Mel Gibson,racconta la storia  di Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dello US Army a ricevere la medaglia d’onore.

Andrew Garfield che ricordiamo in un convincente Spiderman, veste qui i panni di Doss. Del cast fanno parte anche Vince Vaughn, Sam Worthington, Luke Bracey, Hugo Weaving, Ryan Corr, Teresa Palmer e Rachel Griffiths.

Il film è stato presentato fuori concorso alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ed ha avuto numerosi riconoscimenti.

Il film ha una struttura molto classica, inizia con il protagonista bambino, poi lo troviamo giovane e innamorato di un’infermiera, alla fine arruolato sotto le armi.

Dopo mille vicissitudini che rischiano di mandarlo anche sotto carte marziale, riesce a ottenere di partire per il fronte come medico, senza portare alcuna arma con se. Quello che i suoi compagni scambiano per codardia, è in realtà frutto di una fede e di principi incrollabili, che lo portano a essere obiettore di coscienza. Dopo una sanguinosa battaglia  salva da solo ben 75 uomini del suo battaglione rimasti feriti sul campo .

Desmond Doss

 

Il film ha una prima parte in toni quasi leggeri, con un omaggio a Full Metal Jacket nella parte dell’addestramento, nella seconda parte, quella che si svolge nell’isola di Okinawa e che riguarda l’attacco degli americani al fronte nipponico, ci regala scene intense di guerra come ne avevamo già viste in Salvate il soldato Ryan, con gambe, braccia e budella che partono per ogni dove, topi che banchettano su cadaveri smembrati e piacevolezze del genere. Ma non ho trovato eccessivo questa crudezza, in fondo parliamo della guerra, e le cose che ci piaccia o no vanno così.

La critica che muovo al bellimbusto Mel è di natura concettuale. Il film è ben costruito, buona la colonna sonora, bravi gli attori, convincete, bel ritmo. E allora, mi direte, cosa è che ti va storto?

La superficialità con cui questo argomento viene proposto, ecco cosa non mi va giù. Questo film sembra uscito dagli anni ’50, da John Wayne, in cui conta solo l’azione, il nemico è una figura appena abbozzata e comunque cattiiiivoooo cattivissimo, e i nostri eroi sono tutti belli impavidi e buoni.

Il film non da nessuna nota storica, non ci illumina sul contesto bellico e non, ci lascia come ci ha trovati, non ne sappiamo niente più di quanto non ne sapessimo prima. Ricordiamo Letter from Iwojima di Eastwood, un film davvero convincente, in paragone questo appare ben poca cosa.

La presa di Okinawa fu un capitolo davvero pesante della seconda guerra mondiale, battaglie sanguinose con pioggia di fuoco incrociato quasi senza precedenti, e si stima che ci furono circa 150 000 vittime tra gli abitanti di Okinawa, tra cui migliaia di cittadini che si suicidarono pur di non cadere in mano ai soldati statunitensi, dipinti come demoni dalla propaganda delle alte sfere del governo giapponese, cha aveva preparato civili e militari a sconfiggere il nemico a qualunque costo. Gli americani trovarono un nemico ben armato, numeroso, preparato e per di più disposto a tutto e sprezzante del pericolo.

okinawa

Tra l’aprile e il giugno del 1945  la 10ª Armata statunitense del generale Simon Bolivar Buckner Jr. fu duramente impegnata dalla resistenza opposta dalla 32ª Armata giapponese del tenente generale Mitsuru Ushijima, che nel corso del 1944 aveva organizzato un intricato complesso difensivo in grotte fortificate il cui fulcro era rappresentato dal castello di Shuri. Le divisioni statunitensi furono impegnate dal 1º aprile al 22 giugno per stanare i difensori, espugnare Shuri a costo di grandi sacrifici e inseguire i superstiti soldati imperiali nell’estremo lembo meridionale di Okinawa, dove la maggior di essi preferì il suicidio alla resa. La campagna si concluse dunque con la quasi completa distruzione della guarnigione nipponica e gravi perdite tra le fila statunitensi.Contemporaneamente alla battaglia terrestre si combatterono aspri scontri aeronavali che costarono pesanti perdite ad entrambe le parti; i giapponesi impiegarono in massa i reparti kamikaze nelle cosiddette operazioni Kikusui che causarono gravi danni alle forze navali americane, ma non riuscirono a cambiare l’esito della battaglia.

L’eccezionale violenza delle operazioni su Okinawa e la disperata determinazione dei combattenti nipponici fecero propendere gli alti comandi statunitensi verso una soluzione alternativa alla programmata invasione anfibia del Giappone, ovvero l’utilizzo della nuova bomba atomica su importanti centri abitati situati nel territorio metropolitano del Giappone. In seguito alla distruzione di Hiroshima e Nagasaki, agli effetti debilitanti del blocco navale del paese e all’intervento in guerra dell’Unione Sovietica, il 15 agosto il governo imperiale si arrese agli Alleati. (Fonte Wikipedia).

okinawa

Capite bene che carne al fuoco ce n’era parecchia, il film non si da neanche la pena di illustrare  perchè tutti questi giovani tenessero cosi tanto a arruolarsi, la situazione socio politica degli Stati Uniti dopo Pearl Arbour,  e credo che in un film bellico nel 2017 non ci si possa permettere tanta leggerezza.

 

 

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