Star in beachwear, the golden age of hollywood on the beach

BETTE DAVIS
JOAN BLONDELL & BETTE DAVIS
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CLAUDETTE COLBERT
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DORIS DAY
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ELIZABETH TAYLOR
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ESTER WILLIAMS
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JAYNE MANSFIELD
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JEAN HARLOW
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JULIE NEWMAN
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LUCILLE BALL
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RITA HAYWORTH
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si stava meglio quando si stava peggio?

Si stava meglio quando si stava peggio

Questa frase mi ricorda sempre me bambina, sull’autobus, che ascoltavo i discorsi dei grandi. Spesso veniva ripetuta da signore impellicciate, e mentre la dicevano storcevano un pò la bocca in segno di disapprovazione per i tempi presenti.  Ma io ero piccola e proprio non riuscivo a capire: ma come si poteva stare meglio se si stava peggio?

Mio padre poi mi ha spiegato che si riferivano a quando c’era Lui, cioè il Benito nazionale. si perchè si sa, quando c’era lui i treni arrivavano in orario, e potevi lasciare la porta di casa aperta e bla bla bla.

Mi ha molto colpito in questi giorni vedere questa frase postata per ogni dove su facebook, collegata alla foto di Bettino Craxi e Gianni De Michelis.

Certo è sicuramente di effetto. Dimostra anche che come al solito condividiamo cose e scriviamo frasi senza riflettere abbastanza a lungo.

Negli anni 80 è assolutamente vero che si stava meglio anche se si stava peggio, nel senso che si era mal governati ma c’era un livello di benessere alto. Adesso siamo mal governati e stiamo sicuramente meno bene. Quindi si stava meglio quando si stava peggio.

Ma è un pò come dire  se mi fossi mangiata una vaschetta da chilo di gelato, e poi quando sono sulla tazza in preda a crampi allo stomaco ripetessi: come stavo meglio quando mangiavo il gelato.

Capisco che molti sono magari troppo giovani per ricordare le varie tristi faccende politiche degli anni 80, e poi mani pulite, il crollo dei partiti storici e l’elezione di Berlusconi con Forza Italia. Confesso che anche io che c’ero, e avevo già vent’anni non avevo lo sguardo cosi lucido sui fatti.

Alcune cose le ho poi capite un pò meglio dopo, altre mi sono rimaste confuse e nebulose.

Si può comunque affermare con una certa sicurezza il livello di benessere che avevamo tutti fino a metà degli anni 90 era dovuto anche a  una gestione folle e sconsiderata del denaro pubblico. Si spendeva e spandeva , si finanziavano cantieri fantasma, si pagavano cure per malattie inesistenti, si andava in pensione a 42 anni ( non per modo di dire, alcune categorie potevano davvero farlo).

Si tutto molto bello, ma come qualsiasi massaia saprà dirvi, non c’e stipendio che possa bastare le le spese superano costantemente le entrate. Sono proprio i conti della serva. Ed è così che una classe politica criminale, pronta a tutto, sempre a caccia di voti e dedita a favoritismi ci ha portato a quello che siamo passando adesso.

Chiaro che sto  semplificando, ci sono molti altri fattori che hanno determinato l’attuale situazione, la situazione è complessa e ci vuole ben più del mio articoletto sul blog.

Se volete una rinfrescata leggera potete guardare 1992 e 1993, telefilm con uno stupendo Stefano Accorsi, che non affonda mai troppo il coltello ma da un bel quadro generale dell situazione.

Per chi di voi intenda invece approfondire vi lascio un paio di link : leggete qui e qui per un bel sunto dei fatti, qui qualche notizia interessante di economia e qui qualche info sulla pressione fiscale dagli anni 60 in poi.

 

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Ansia: come contrastarla

‘L’ansia è uno stato psichico di un individuo, prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato ad una mancata risposta di adattamento da parte dell’organismo in una determinata situazione, che si esprime sotto forma di stress per l’individuo stesso.’

Questa è la definizione di ansia che ci da Wikipedia. E’ sicuramente uno stato d’animo diffuso, e che ci impedisce spesso di affrontare anche semplici questioni quotidiane.

Ma cosa scatena l’ansia? e perchè soprattutto ci stringe le budella e ce le fa torcere peggio di una tortura medioevale?

L’ansia da esame

Esiste un tipo di ansia chiamata ”ansia da esame”, che è scatenata dalla paura di non riuscire a superare un particolare evento, come appunto un esame, un colloquio, un test o una prova particolarmente difficile. E’ un tipo di ansia comune, che può però in certi casi assumere proporzioni tali da impedirci di affrontare la situazione al meglio delle nostre possibilità, risultando quindi invalidante.

Forme acute di ansia

Esistono invece stati di ansia perenni, non legati a un preciso evento.  Situazioni in cui la persona vive sempre sotto stress, preoccupata di ogni piccola cosa, preda  di angosce che la notte diventano ancora più grandi e impediscono spesso un sonno regolare.

Sono stati che causano sovente cervicali, mal di testa, gastriti, orticarie e altri disturbi psicosomatici.

Il problema quindi miei cari pollastrelli è tutt’altro che da sottovalutare. L’ansia non tenuta a  bada può renderci davvero la vita un inferno (a noi e alle persone che ci circondano).

Le radici di queste forme forme ansiose sono sicuramente da ricercarsi nel vissuto familiare di ognuno di noi, la sua educazione familiare e il suo vissuto scolastico ad esempio.

Ansia: che fare quindi?

Ma la cosa più importante è che si può in parte combattere l’ansia. E no, lo so che state già pensando al prozac….si in casi estremi è necessario ricorrere a farmaci ansiolitici, ma esistono modi anche meno invasivi per affrontare l’ansia quotidiana.

E’ utile per esempio creare delle sorte di mantra che riportino il problema alle sue reali proporzioni. Faccio un esempio: se siete in ansia perchè vi è arrivato l’avviso di una raccomandata e non potete andarla a ritirare fino al giorno dopo, anzichè dare di matto nel terrore di cosa potrebbe esserci dentro (spoiler: è la solita multa), posate l’avviso in un posto lontano dagli occhi, e cercate di focalizzarvi sul fatto che oggi comunque non potrete un nessun modo risolvere la cosa, non importa quanto vi angosciate. L’accettazione del fatto compiuto che non c’e nulla da fare è il primo passo per quietare l’ansia.

Quando un problema vi assilla, dovete farvi due domande:

posso risolvere adesso questo problema?

risposta no, se no non sareste in ansia

allora me ne occuperò quando potrò risolverlo, e adesso è inutile che mi assilli.

Posso risolvere il problema in assoluto? 

se la risposta  è no, capite bene che angustiarsi è assolutamente insensato.

L’accettazione di una situazione avversa

è di fatto uno dei primi passi, come il suo ridimensionamento. E’ in effetti così grave?

Un altro piccolo consiglio per chi soffre di ansia notturna, è quello di leggere qualche pagina di libro o di giornale. Ci risulterà difficile all’inizio, ma obbligare il cervello ad abbandonare i suoi giri viziosi e concentrarsi su qualcosa d’altro potrebbe rivelarsi più utile di quello che immaginate.

L’ansia è dentro di voi, è una vostra creazione, quindi avete gli strumenti per combatterla.

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