Sotto i 50 euro: cheap and chic summer edition

Estate: c’eccaldo.

Siamo sempre tutte sudate e appicicaticce, e non capita tanto di rado di doverci cambiare di abito due o tre volte al giorno, e giù lavatrici come se non ci fosse un domani.

Come saprete non sono una grande fan del fast fashion, ma in questa particolare stagione abbiamo bisogno di capi semplici da portare e semplici da lavare.

Ma siccome giammai vorremmo essere sciatte e trascurate, ecco un piccolo vademecum per essere chic con abiti easy e tutti rigorosamente sotto i 50 euro.

Come non essere sciatte ma fresche sotto i 50 euro

La nostra grande amica è la maglina di cotone, sia a coste che liscia: gonne lunghe, gonne midi, canotte e magliette larghe e fresche, abitini a canottiera lunghi e corti, righe marinaresche e pois, oppure tinta unita anche all white.

Comodi pantaloni larghi cropped, in cotone leggerissimo, o abitini a fiori con volan, er chi osa anche shorts, ma se siete in città rigorosamente a metà coscia, quelli bordo chiappetta lasciamoli alle teen ager!

ESPRIT un marchio da tenere d’occhio

Il marchio Esprit da tempo ci regala un look fresco e giovane, sempre al passo con i trend di stagione e a prezzi equi. Il suo sito ecommerce è veloce e facile, e trovate anche un bello spazio dedicato ai saldi. Ho selezionato per voi alcuni capi che cadono proprio a fagiolo, per prezzo e comodità, ma se vi interessa troverete sicuramente molto altro da mettere nella wish list.

Ed ecco così dalla gonna a microrighe,(qui) il top con inserti di mobido pizzo, (qui)alla gonna lunga asimmetrica in morbido jersey (qui) che abbinate con tutto!

E poi  la camicia smanicata a quadretti vichy,(qui) stupenda con un paio di shorts bianchi, e i morbidissimi pantaloni palazzo in cotone.(qui)

E tanto per gradire ecco alcune altre proposte trovate qua e là nel web sempre al di sotto dei 50 euro.

TOPSHOP
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collectif
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Star in beachwear, the golden age of hollywood on the beach

BETTE DAVIS
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CLAUDETTE COLBERT
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si stava meglio quando si stava peggio?

Si stava meglio quando si stava peggio

Questa frase mi ricorda sempre me bambina, sull’autobus, che ascoltavo i discorsi dei grandi. Spesso veniva ripetuta da signore impellicciate, e mentre la dicevano storcevano un pò la bocca in segno di disapprovazione per i tempi presenti.  Ma io ero piccola e proprio non riuscivo a capire: ma come si poteva stare meglio se si stava peggio?

Mio padre poi mi ha spiegato che si riferivano a quando c’era Lui, cioè il Benito nazionale. si perchè si sa, quando c’era lui i treni arrivavano in orario, e potevi lasciare la porta di casa aperta e bla bla bla.

Mi ha molto colpito in questi giorni vedere questa frase postata per ogni dove su facebook, collegata alla foto di Bettino Craxi e Gianni De Michelis.

Certo è sicuramente di effetto. Dimostra anche che come al solito condividiamo cose e scriviamo frasi senza riflettere abbastanza a lungo.

Negli anni 80 è assolutamente vero che si stava meglio anche se si stava peggio, nel senso che si era mal governati ma c’era un livello di benessere alto. Adesso siamo mal governati e stiamo sicuramente meno bene. Quindi si stava meglio quando si stava peggio.

Ma è un pò come dire  se mi fossi mangiata una vaschetta da chilo di gelato, e poi quando sono sulla tazza in preda a crampi allo stomaco ripetessi: come stavo meglio quando mangiavo il gelato.

Capisco che molti sono magari troppo giovani per ricordare le varie tristi faccende politiche degli anni 80, e poi mani pulite, il crollo dei partiti storici e l’elezione di Berlusconi con Forza Italia. Confesso che anche io che c’ero, e avevo già vent’anni non avevo lo sguardo cosi lucido sui fatti.

Alcune cose le ho poi capite un pò meglio dopo, altre mi sono rimaste confuse e nebulose.

Si può comunque affermare con una certa sicurezza il livello di benessere che avevamo tutti fino a metà degli anni 90 era dovuto anche a  una gestione folle e sconsiderata del denaro pubblico. Si spendeva e spandeva , si finanziavano cantieri fantasma, si pagavano cure per malattie inesistenti, si andava in pensione a 42 anni ( non per modo di dire, alcune categorie potevano davvero farlo).

Si tutto molto bello, ma come qualsiasi massaia saprà dirvi, non c’e stipendio che possa bastare le le spese superano costantemente le entrate. Sono proprio i conti della serva. Ed è così che una classe politica criminale, pronta a tutto, sempre a caccia di voti e dedita a favoritismi ci ha portato a quello che siamo passando adesso.

Chiaro che sto  semplificando, ci sono molti altri fattori che hanno determinato l’attuale situazione, la situazione è complessa e ci vuole ben più del mio articoletto sul blog.

Se volete una rinfrescata leggera potete guardare 1992 e 1993, telefilm con uno stupendo Stefano Accorsi, che non affonda mai troppo il coltello ma da un bel quadro generale dell situazione.

Per chi di voi intenda invece approfondire vi lascio un paio di link : leggete qui e qui per un bel sunto dei fatti, qui qualche notizia interessante di economia e qui qualche info sulla pressione fiscale dagli anni 60 in poi.

 

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