War Machine, il film sull’Afganistan che nessuno vuole vedere

War Machine una produzione Netflix

War Machine è un film di produzione Netflix, della quale ormai non possiamo fare a meno per la nostra dose quotidiana di telefilm.

E’ scritto e diretto da David  Michôd, basato sul libro The Operators di Michael Hasting incentrato sulla figura del generale statunitense Stanley A. McChrystal, inviato in Afganistan nel 2009.

Brad Pitt è l’interprete  principale nella parte del generale  McMahon, e nella pellicola compaiono di attori del calibro di Tilda Swinton e Ben Kingsley , che impreziosiscono il già interessante cast del film.

Le riprese del film cominciano nell’ottobre 2015 a Londra. Nello stesso mese la produzione si sposta ad Abu Dhabi, usata come location per Kabul. Parte delle riprese si tenne inoltre nel Surrey, in Inghilterra.

La spinosa questione Afghanistan

War Machine in soldoni ci racconta il lasso di tempo che intercorre da quando il generale McMahon viene inviato in Afganistan per ‘vincere la guerra’, a quando viene rispedito a casa e al suo posto subentra un altro generale. Si capisce dopo breve tempo che la missione non è affatto vincere la guerra, ma  sistemare l’enorme casino che gli americani e i loro alleati europei hanno combinato laggiù. Impresa che neanche un uomo tutto di un pezzo con McMahon può compiere.

Ho letto la recensione che Wired, sito di qualità e con ottimi contenuti, fa di questo film. Definisce War Machine  poco focalizzato confuso, non abbastanza satirico per essere una satira, non abbastanza di guerra per essere di guerra, Brad Pitt troppo bravo per essere la macchietta del generale integerrimo.

Onestamente dissento totalmente da questa recensione.

Se mi seguite da un pò sapere che sono un’amante dei film bellici, e credo che se anche in War Machine si sparano appena un paio di colpi e non c’e una reale scena di combattimento, sia un film di guerra con i controfiocchi.

Con uno sguardo lucido il regista non perde di vista il focus del film,  lo spettatore  si immedesima nel suo punto di vista del protgonista, scopre insieme a lui una situazione al limite del paradossale.

Da una parte i soldati non riescono a riconoscere i ribelli dai civili, non sanno su chi sparare, hanno l’ordine di accertarsi che il target sia per certo un ribelle e non un civile prima di sparare, ma questa operazione è praticamente impossibile.

Dall’altra devono convincere una popolazione sotto assedio  che in quanto americani sono  amici che portano pace e protezione, non invasori che sparano su donne e bambini.

Il Generale McMahon si trova a gestire soldati in stato confusionale, alleati che giocano al gioco delle tre carte, e un presidente che gli chiede una cosa ma in realtà ne vuole un’altra.

L’ntervista al Rolling Stone che cambierà la storia

Quando il Rolling Stone pubblica l’intervista al generale (qui l’originale intervista al Rolling Stone del vero Generale McCrystal), in cui vengono mosse pesanti critiche alla posizione e all’operato di Obama e a tutta l’operazione in Afghanistan, il generale viene rispedito a casa senza tanti complimenti, rimpiazzato da un altro generale che si intuisce subirà la stessa situazione.

Il film ha un tono apparentemente leggero, che durante lo svolgimento  arriva dritto al punto, e l’angoscia a poco a poco assale lo spettatore. Brad Pitt è perfetto nel dare vita a un uomo di sani principi, che ha le sue piccole manie e abitudini, che ha fatto della guerra la sua vita ma che ha forti valori e principi morali, e la cosa risulta tra l’altro assolutamente non incongrua.

Consiglio questo film, anche se getta di sicuro un’ombra sull’operato di un presidente che ho sempre stimato.

 

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si stava meglio quando si stava peggio?

Si stava meglio quando si stava peggio

Questa frase mi ricorda sempre me bambina, sull’autobus, che ascoltavo i discorsi dei grandi. Spesso veniva ripetuta da signore impellicciate, e mentre la dicevano storcevano un pò la bocca in segno di disapprovazione per i tempi presenti.  Ma io ero piccola e proprio non riuscivo a capire: ma come si poteva stare meglio se si stava peggio?

Mio padre poi mi ha spiegato che si riferivano a quando c’era Lui, cioè il Benito nazionale. si perchè si sa, quando c’era lui i treni arrivavano in orario, e potevi lasciare la porta di casa aperta e bla bla bla.

Mi ha molto colpito in questi giorni vedere questa frase postata per ogni dove su facebook, collegata alla foto di Bettino Craxi e Gianni De Michelis.

Certo è sicuramente di effetto. Dimostra anche che come al solito condividiamo cose e scriviamo frasi senza riflettere abbastanza a lungo.

Negli anni 80 è assolutamente vero che si stava meglio anche se si stava peggio, nel senso che si era mal governati ma c’era un livello di benessere alto. Adesso siamo mal governati e stiamo sicuramente meno bene. Quindi si stava meglio quando si stava peggio.

Ma è un pò come dire  se mi fossi mangiata una vaschetta da chilo di gelato, e poi quando sono sulla tazza in preda a crampi allo stomaco ripetessi: come stavo meglio quando mangiavo il gelato.

Capisco che molti sono magari troppo giovani per ricordare le varie tristi faccende politiche degli anni 80, e poi mani pulite, il crollo dei partiti storici e l’elezione di Berlusconi con Forza Italia. Confesso che anche io che c’ero, e avevo già vent’anni non avevo lo sguardo cosi lucido sui fatti.

Alcune cose le ho poi capite un pò meglio dopo, altre mi sono rimaste confuse e nebulose.

Si può comunque affermare con una certa sicurezza il livello di benessere che avevamo tutti fino a metà degli anni 90 era dovuto anche a  una gestione folle e sconsiderata del denaro pubblico. Si spendeva e spandeva , si finanziavano cantieri fantasma, si pagavano cure per malattie inesistenti, si andava in pensione a 42 anni ( non per modo di dire, alcune categorie potevano davvero farlo).

Si tutto molto bello, ma come qualsiasi massaia saprà dirvi, non c’e stipendio che possa bastare le le spese superano costantemente le entrate. Sono proprio i conti della serva. Ed è così che una classe politica criminale, pronta a tutto, sempre a caccia di voti e dedita a favoritismi ci ha portato a quello che siamo passando adesso.

Chiaro che sto  semplificando, ci sono molti altri fattori che hanno determinato l’attuale situazione, la situazione è complessa e ci vuole ben più del mio articoletto sul blog.

Se volete una rinfrescata leggera potete guardare 1992 e 1993, telefilm con uno stupendo Stefano Accorsi, che non affonda mai troppo il coltello ma da un bel quadro generale dell situazione.

Per chi di voi intenda invece approfondire vi lascio un paio di link : leggete qui e qui per un bel sunto dei fatti, qui qualche notizia interessante di economia e qui qualche info sulla pressione fiscale dagli anni 60 in poi.

 

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Ansia: come contrastarla

‘L’ansia è uno stato psichico di un individuo, prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato ad una mancata risposta di adattamento da parte dell’organismo in una determinata situazione, che si esprime sotto forma di stress per l’individuo stesso.’

Questa è la definizione di ansia che ci da Wikipedia. E’ sicuramente uno stato d’animo diffuso, e che ci impedisce spesso di affrontare anche semplici questioni quotidiane.

Ma cosa scatena l’ansia? e perchè soprattutto ci stringe le budella e ce le fa torcere peggio di una tortura medioevale?

L’ansia da esame

Esiste un tipo di ansia chiamata ”ansia da esame”, che è scatenata dalla paura di non riuscire a superare un particolare evento, come appunto un esame, un colloquio, un test o una prova particolarmente difficile. E’ un tipo di ansia comune, che può però in certi casi assumere proporzioni tali da impedirci di affrontare la situazione al meglio delle nostre possibilità, risultando quindi invalidante.

Forme acute di ansia

Esistono invece stati di ansia perenni, non legati a un preciso evento.  Situazioni in cui la persona vive sempre sotto stress, preoccupata di ogni piccola cosa, preda  di angosce che la notte diventano ancora più grandi e impediscono spesso un sonno regolare.

Sono stati che causano sovente cervicali, mal di testa, gastriti, orticarie e altri disturbi psicosomatici.

Il problema quindi miei cari pollastrelli è tutt’altro che da sottovalutare. L’ansia non tenuta a  bada può renderci davvero la vita un inferno (a noi e alle persone che ci circondano).

Le radici di queste forme forme ansiose sono sicuramente da ricercarsi nel vissuto familiare di ognuno di noi, la sua educazione familiare e il suo vissuto scolastico ad esempio.

Ansia: che fare quindi?

Ma la cosa più importante è che si può in parte combattere l’ansia. E no, lo so che state già pensando al prozac….si in casi estremi è necessario ricorrere a farmaci ansiolitici, ma esistono modi anche meno invasivi per affrontare l’ansia quotidiana.

E’ utile per esempio creare delle sorte di mantra che riportino il problema alle sue reali proporzioni. Faccio un esempio: se siete in ansia perchè vi è arrivato l’avviso di una raccomandata e non potete andarla a ritirare fino al giorno dopo, anzichè dare di matto nel terrore di cosa potrebbe esserci dentro (spoiler: è la solita multa), posate l’avviso in un posto lontano dagli occhi, e cercate di focalizzarvi sul fatto che oggi comunque non potrete un nessun modo risolvere la cosa, non importa quanto vi angosciate. L’accettazione del fatto compiuto che non c’e nulla da fare è il primo passo per quietare l’ansia.

Quando un problema vi assilla, dovete farvi due domande:

posso risolvere adesso questo problema?

risposta no, se no non sareste in ansia

allora me ne occuperò quando potrò risolverlo, e adesso è inutile che mi assilli.

Posso risolvere il problema in assoluto? 

se la risposta  è no, capite bene che angustiarsi è assolutamente insensato.

L’accettazione di una situazione avversa

è di fatto uno dei primi passi, come il suo ridimensionamento. E’ in effetti così grave?

Un altro piccolo consiglio per chi soffre di ansia notturna, è quello di leggere qualche pagina di libro o di giornale. Ci risulterà difficile all’inizio, ma obbligare il cervello ad abbandonare i suoi giri viziosi e concentrarsi su qualcosa d’altro potrebbe rivelarsi più utile di quello che immaginate.

L’ansia è dentro di voi, è una vostra creazione, quindi avete gli strumenti per combatterla.

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