the dressmaker: la mia diversa interpretazione

Sicuramente the Dressmaker non è un film che noi appassionata di moda possiamo esimerci dal vedere, quindi io solerte come sempre sono qui pronta con la mia recensione per chi di voi non lo avesse ancora visto e avesse qualche dubbio.

 Scritto e diretto da Jocelyn Moorhouse, basato sull’omonimo romanzo di Rosalie Ham.
Protagonista del film è Kate Winslet nel ruolo di Myrtle “Tilly” Dunnage, affiancata da Judy DavisLiam Hemsworth e Hugo Weaving . The Dressmaker ha ricevuto recensioni positive ovunque,  Rotten Tomatoes gli da il 64 per cento di gradimento, che a mio avviso è un pò basso ma capisco alcune critiche che gli sono state mosse. 

Un’impeccabile  Kate Winslet è Tilly, una donna che rientra nel paesino di Dungatar, dove è nata, e da dove è stata cacciata quando era ancora un’infante.

Dungatar è un paesino situato nella parte desertica del”Australia, giusto una manciata di case in legno, una farmacia, una drogheria, la scuola e poco altro. Ma perchè questa donna elegante, che scende dal treno di notte con la sua Singer quasi fosse un’arma nella sua custodia, dovrebbe desiderare di tornare in questa triste cittadina?
Lì è rimasta sua madre Molly, che non ha tutti i venerdì e che neanche si ricorda di avere una figlia, e Tilly stessa non ricorda nulla della ragione per cui è stata allontanata da piccola dalla cittadina.
Era stata accusata di aver spezzato il collo al crudele figlio del sindaco, che con altri bambini della scuola solevano prenderla in giro e picchiarla. 

Non voglio svelarvi di più della trama, ma già dalla prima mezz’ora si capisce che la gente di questa piccola cittadella è triste, cattiva, invidiosa e anche stupida. 

Ma torniamo alla domanda: perchè Tilly, che in tutti questi anni ha vissuto a Parigi, ha lavorato con grandi stilisti, ed è diventata lei stessa sarta e stilista di talento, dovrebbe essere interessata a tornare nel suo personale inferno?

Certo alla fine lei si vendicherà, ma credo che non fosse la vendetta la sua prima opzione. Lei è stata trattata come un rifiuto, è stata abbandonata da tutti, e ora ritorna bellissima, elegante, e capace di fare cose eccezionali.Le recensioni di questo film parlano di come lei utilizzi le sue doti di sarta per vendicarsi delle donne di questa città.

 Ma a me, almeno fino alla parte finale del film, non è sembrato così. Mi è sembrato anzi che volesse dimostrare qualcosa, che mostrare che abile e meritevole stilista fosse diventata e come potesse rendere la loro vita migliore attraverso le sue capacità sartoriali, proprio a quelle persone che avevano cercato di rovinare la sua. 
Una sorta di rivalsa più che di vendetta, come se tutto i suoi progressi nella vita potessero averla portata fino qui, ad essere alla fine accettata da quelli che l’avevano scartata.

Suona familiare a qualcuna di voi? A me si. 

Con i favolosi abiti, realizzati della costumiste  Marion Boyce e Margot Wilson, Tilly vestirà le streghe Dungatar trasformandole in donne raffinate e bellissime, ma il contrasto tra quegli abiti meravigliosi e la pochezza delle megere del luogo è fin troppo evidente. 

 Come purtroppo succede, il problema non è Tilly, ma le persone del villaggio, che malgrado la strada che lei ha compiuto,  anzi forse anche per quello, la detestano e la odiano e osteggiano ancor più di prima, anche quando risulta evidente la sua innocenza. 
E allora l’unica strada allora rimane la vendetta.

Il film si snoda in bilico tra la commedia e la tragedia, la regista non schiaccia mai l’acceleratore sui sentimenti, gli è stata mossa la critica di essere troppo sentimentale e troppo poco brutale, ma non è un film di Tarantino, non è Kill Bill, è un viaggio dentro il cuore dei personaggi, e come la vita è tragicomico, triste e silenziosamente in rovina. 

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Il caso Spotlight (ovvero il giornalismo che ci piace)

Il caso Spotlight è un film co-scritto e diretto da Tom McCarthy, e ha appena giustamente vinto l’Oscar 2016 come miglior film e miglior sceneggiatura originale. Gli attori principali sono Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Michael Keaton, John Slattery,Liev Schreiber, Stanley Tucci.
Il film racconta in maniera asciutta e diretta l’inchiesta della sezione Spotlight del Boston Globe nel 2003 che portò alla luce più di 80 casi di predi pedofili. Durante le indagini, scavando a fondo, i giornalisti si accorgono che l’arcidiocesi, e anche alcuni personaggi di rilievo della città sapevano tutto; si era come creato uno schema, un sistema, che funzionava in modo che dopo una denuncia della famiglia di un bimbo molestato, gli avvocati organizzassero un accordo privato con un risarcimento alla famiglia, e il prete veniva spostato o messo in ‘congedo malattia’. Non arrivava mai nulla in un’aula di tribunale. E questo andava avanti fin dalla fine degli anni ’60.
Tom McCarthy e Josh Singer terminano la sceneggiatura nel giugno 2013 e viene inserito nella black listdelle sceneggiature più apprezzate ma non ancora prodotte del 2013.Le riprese del film iniziano il 24 settembre 2014 a Boston e continuano in ottobre a Hamilton, in Canada. Altre riprese vengono effettuate al Fenway Park, negli uffici del The Boston Globe a Dorchester, alla Boston Public Library e all’Università McMaster di Hamilton.
Il film ha visto molti premi e molti riconoscimenti, e Rotten Tomatoes gli affibbia un bel 93 su 100 come voto, che io condivido appieno.
La storia è di per sè sconvolgente, ma l’aspetto del film che mi è maggiormente balzato all’attenzione è stato il lavoro di inchiesta da parte dei giornalisti del Boston Globe. Scavano a fondo, a volte anche mettendo a rischio la loro stessa posizione all’interno della società, rischiando la loro credibilità, ma indagano, interrogano, scovano prove seppellite, senza un attimo di tregua.
Perché ormai noi qui in Italia abbiamo completamente dimenticato cosa è il vero giornalismo, non è il ripetere a pappagallo qualche comunicato stampa, è l’accurata ricerca della verità, la verifica dell’esattezza delle fonti, la correttezza dei dati, per dare alla gente qualcosa che diversamente non potrebbe mai avere. La stampa dovrebbe essere quell’organo libero che dice quello che la politica non può dire, e che fa quello che gli organi di polizia a volte non possono, I giornalisti dovrebbero andare al nocciolo di quelle questioni che vengono insabbiate  di proposito, dovrebbe portare alla gente la Verità, senza censure o veti. 

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Oscar 2016:tutti i vincitori

Finalmente la notte degli Oscar. Finalmente Di Caprio ha vinto l’Oscar. Amen. Ma di questo si è già scritto un fiume di parole, e non vogliamo far passare in secondo piano altri Oscar molto importanti, come quello al nostro beneamato Ennio Morricone per la colonna sonora di Hatefull Eight, o quello di Brie Larson per Room che soffia la statuella sotto il naso della Blanchett, o del Figlio di Saul come miglir film straniero. Ma ecco che vediamo i film in gara e in grassetti i vincitori per ogni categoria:

Migliore sceneggiatura originale

  • Matt Charman, Ethan Coen e Joel Coen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
  • Alex Garland – Ex Machina
  • Josh Cooley, Ronnie del Carmen, Pete Docter e Meg LeFauve – Inside Out
  • Tom McCarthy e Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)
  • Andrea Berloff, Jonathan Herman, S. Leight Savidge e Alan Wenkus – Straight Outta Compton

Migliore sceneggiatura non originale

  • Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
  • Nick Hornby  Brooklyn’
  • Phyllis Nagy – Carol
  • Drew Goddard – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
  • Emma Donoghue – Room

Miglior attrice non protagonista

  • Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
  • Rooney Mara – Carol
  • Rachel McAdams – Il caso Spotlight (Spotlight)
  • Alicia Vikander – The Danish Girl
  • Kate Winslet – Steve Jobs

Migliori costumi

  • Sandy Powell – Carol
  • Sandy Powell – Cenerentola (Cinderella)
  • Paco Delgado – The Danish Girl
  • Jenny Beavan – Mad Max: Fury Road
  • Jacqueline West – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior scenografia

  • Rena DeAngelo, Bernhard Henrich e Adam Stockhausen – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
  • Michael Standish e Eve Stewart – The Danish Girl
  • Colin Gibson e Lisa Thompson – Mad Max: Fury Road
  • Celia Bobak e Arthur Max – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
  • Jack Fisk e Hamish Purdy – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior trucco e acconciatura

  • Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin – Mad Max: Fury Road
  • Love Larson e Eva Von Bahr – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann)
  • Sian Grigg, Duncan Jarman e Robert A. Pandini – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior fotografia

  • Ed Lachman – Carol
  • Robert Richardson – The Hateful Eight
  • John Seale – Mad Max: Fury Road
  • Emmanuel Lubezki – Revenant – Redivivo (The Revenant)
  • Roger Deakins – Sicario

Miglior montaggio

  • Hank Corwin – La grande scommessa (The Big Short)
  • Margaret Sixel – Mad Max: Fury Road
  • Stephen Mirrione – Revenant – Redivivo (The Revenant)
  • Tom McArdle – Il caso Spotlight (Spotlight)
  • Maryann Brandon e Mary Jo Markey – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior montaggio sonoro

  • Mark Mangini e David White – Mad Max: Fury Road
  • Alan Robert Murray – Sicario
  • Matthew Wood e David Acord – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
  • Oliver Tarney – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
  • Martin Hernandez e Lon Bender – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior sonoro

  • Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Kunin – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
  • Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo – Mad Max: Fury Road
  • Andy Nelson, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)
  • Paul Massey, Mark Taylor e Mac Ruth – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
  • Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Migliori effetti speciali

  • Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst – Ex Machina
  • Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood – Mad Max: Fury Road
  • Anders Langlands, Chris Lawrence, Richard Stammers e Steven Warner – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
  • Richard McBride, Matt Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer – Revenant – Redivivo (The Revenant)
  • Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan – Star Wars: Il risveglio della Forza(Star Wars: The Force Awakens)

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas
  • Prologue, regia di Richard Williams
  • Sanjay’s super team, regia di Sanjay Patel
  • We can’t live without cosmos, regia di Konstantin Bronzit
  • World of tomorrow, regia di Don Hertzfeldt

Miglior film d’animazione

  • Anomalisa, regia di Charlie Kaufman e Duke Johnson
  • Il bambino che scoprì il mondo (Boy & The World), regia di Alê Abreu
  • Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen
  • Shaun, vita da pecora – Il film (Shaun the Sheep Movie), regia di Mark Burton e Richard Starzak
  • Quando c’era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī?), regia di Hiromasa Yonebayashi

Miglior attore non protagonista

  • Christian Bale – La grande scommessa (The Big Short)
  • Tom Hardy – Revenant – Redivivo (The Revenant)
  • Mark Ruffalo – Il caso Spotlight (Spotlight)
  • Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
  • Sylvester Stallone – Creed – Nato per combattere (Creed)

Miglior cortometraggio documentario

  • Body Team 12 – regia di David Darg e Bryn Mooser
  • Chau, Beyond The Lines – regia di Courtney Marsh e Jerry France
  • Claude Lenzmann: Spectres Of The Shoah – regia di Adam Benzine
  • A Girl In The River: The Price Of Foregiveness – regia di Sharmeen Obaid-Chinoy
  • Last Dat Of Freedom – regia di Dee Hibert e Jones Nomi Talisman

Miglior documentario

  • Amy, regia di Asif Kapadia
  • Cartel land, regia di Matthew Heineman
  • The Look of Silence, regia di Joshua Oppenheimer
  • What happened, miss Simone?, regia di Liz Garbus
  • Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom, regia di Evgeny Afineevsky

Miglior cortometraggio

  • Ave Maria, regia di Basil Khalil
  • Day one, regia di Henry Huges
  • Everything will be ok, regia di Patrick Vollrath
  • Shock, regia di Jamie Donoughue
  • Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage

Miglior film straniero

  • El abrazo de la serpiente, regia di Ciro Guerra (Colombia)
  • Mustang, regia di Deniz Gamze Ergüven (Francia)
  • Il figlio di Saul (Saul fia), regia di László Nemes (Ungheria)
  • Theeb, regia di Naji Abu Nowar (Giordania)
  • A War, regia di Tobias Lindholm (Danimarca)

Miglior colonna sonora

  • Thomas Newman – Il ponte delle spie (Bridge Of Spies)
  • Carter Burwell – Carol
  • Ennio Morricone – The Hateful Eight
  • Jóhann Jóhannsson – Sicario
  • John Williams – Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens)

Miglior canzone

  • Earned It (Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville e Stephan Moccio) –Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey)
  • Manta Ray (J. Ralph e Antony Hegarty) – Racing Extinction
  • Simple Song #3 (David Lang) – Youth – La giovinezza (Youth)
  • Til It Happens to You (Diane Warren e Lady Gaga) – The Hunting Ground
  • Writing’s on the Wall (Jimmy Napes e Sam Smith) – Spectre

Miglior regia

  • Lenny Abrahamson – Room
  • Alejandro González Iñárritu – Revenant – Redivivo (The Revenant)
  • Tom McCarthy – Il caso Spotlight (Spotlight)
  • Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)
  • George Miller – Mad Max: Fury Road

Miglior attrice protagonista

  • Cate Blanchett – Carol
  • Brie Larson  Room
  • Jennifer Lawrence – Joy
  • Charlotte Rampling – 45 anni (45 Years)
  • Saoirse Ronan – Brooklyn

Miglior attore protagonista

  • Bryan Cranston – L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo (Trumbo)
  • Matt Damon – Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
  • Leonardo DiCaprio – Revenant – Redivivo (The Revenant)
  • Michael Fassbender – Steve Jobs
  • Eddie Redmayne – The Danish Girl

Miglior film

  • La grande scommessa (The Big Short), regia di Adam McKay
  • Il ponte delle spie (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg
  • Brooklyn, regia di John Crowley
  • Mad Max: Fury Road, regia di George Miller
  • Sopravvissuto – The Martian (The Martian), regia di Ridley Scott
  • Revenant – Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu
  • Room, regia di Lenny Abrahamson
  • Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy

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