‘L’Italia a Hollywood’ in mostra al Museo Ferragamo a Firenze

Dal 24 maggio al 10 marzo 2019, Palazzo Spini Feroni ospiterà la rassegna ‘L’Italia a Hollywood’a cura di Giuliana Muscio e Stefania Ricci.

Siamo state recentemente a visitare la mostra al Museo Ferragamo a Firenze ‘L’Italia a Hollywood’, che ripercorre la storia di alcuni importanti attori di origine Italiana che hanno sfondato negli Stati Uniti e nella selettiva Hollywood grazie alle loro impareggiabili doti.

Un percorso molto simile a quello dello stesso Ferragamo che ricordiamo si sposta a Los Angeles e diventa lo stilista delle star, conteso e acclamato dalle più grandi celebrità dell’epoca .Durante questo periodo lo stilista collaborò con i registi più famosi del tempo, come David Wark Griffith e Cecil B. DeMille. Sono anche gli anni dell’apertura dell’Hollywood Boot Shop, il negozio in Hollywood Boulevard frequentato da star del calibro di Mary Pickford, Pola Negri, Charlie Chaplin, Joan Crawford, Lillian Gish e Rodolfo Valentino.

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vintage afro style: dai Black Panther ai papponi

Ho recentemente guardato la serie The Deuche- la via del porno, serie HBO ambientata negli anni settanta proprio del quartiere omonimo di New York.

Tra bar malfamati, mafiosi, polizia corrotta, papponi e prostitute si snocciolano le storie dei nostri protagonisti, James Franco e una strepitosa Maggie Gyllenhaal su tutti. Ma il telefilm è ricco di personaggi minori di interesse, sia per le caratteristiche che li contraddistinguono, sia per la cura degli abiti.

the deuche poster

Consiglio assolutamente la visione, soprattutto se come me avete una predilezione per la moda anni settanta New York style. E un particolare alla moda dei neri, che in quegli anni aveva delle connotazioni molto precise. I Black Panther e i loro turtleneck neri, e l’immancabile pettinatura afro a casco erano gruppi di rivolta armata per i diritti dei neri, e il loro forte look ha condizionato l’immaginario di molti registi contemporanei, primo tra tutti Quentin Tarantino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Panthers listen to Huey Newton give a radio talk during Bobby Seale’s trial. Man with cane is Tim Thompson, a leader of the New Haven office. May, 1970

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Locarno 70 film festival, vincitori e film in gara

LOCARNO70, FILM FESTIVAL DEL CINEMA  INDIPENDENTE

 

Pardo: quest’anno a Locarno si è svolta la 70esima edizione del film festival indipendente più importante e conosciuto in Europa, che ha ospitato negli anni registi del calibro di Gene Wilder, Stanley Kubrik,Roberto Rossellini, Jim Jarmush, Spike Lee e molti altri.

La manifestazione si apre  il 2 e si chiude il 12 agosto: un vera indigestione di film e cortometraggi, a partire dalle 9 del mattino all’una di notte. La tranquilla cittadina di Locarno viene letteralmente ‘invasa’ da orde di cinemaniaci, appassionati, movieaddicted e addetti ai lavori.

P/S mag non poteva quindi mancare, per testimoniare con i nostri occhi e potervi raccontare tutto su questo evento.

Il Festival ha di anno in anno diverse sezioni e diverse giurie. Come tante sono le sale disponibili in cui visionare i film, a cominciare dalla Piazza Grande, suggestiva cornice per due proiezioni  serali che ricevono anche il premio giuria popolare, dove è il pubblico a votare il suo film preferito.

I VINCITORI DEL PARDO 2017

La giuria internazionale, che quest’anno era capitanata dal regista Oliver Assayas, per il Concorso internazionale ha assegnato il Pardo d’oro:

MRS. FANG di WANG Bing, (Francia, Cina, Germania),

il premio speciale della giuria

AS BOAS MANEIRAS di Juliana Rojas, Marco Dutra,

il Pardo per la miglior regia a F.J. OSSANG per 9 DOIGTS, (Francia, Portogallo),

il Pardo per la miglior interpretazione femminile

ISABELLE HUPPERT per MADAME HYDE di Serge Bozon, (Francia, Belgio)

e il Pardo per la miglior interpretazione maschile

ELLIOTT CROSSET HOVE per VINTERBRØDRE di Hlynur Pálmason  (Danimarca, Islanda).

 

Il Pardo d’oro Cineasti del presente assegnato a:
3/4 (Three Quarters) di Ilian Metev, Bulgaria, Germania
Premio speciale della giuria Ciné+ Cineasti del presente
MILLA di Valerie Massadian, Francia, Portogallo
Premio per il miglior regista emergente – Città e Regione di Locarno
KIM DAE-HWAN per CHO-HAENG (The First Lap), Corea del Sud
Menzioni Speciali
DISTANT CONSTELLATION di Shevaun Mizrahi, Stati Uniti, Turchia, Paesi Bassi

VERÃO DANADO di Pedro Cabeleira, Portogallo

Il Variety Piazza Grande Award è assegnato al film: DREI ZINNEN di Jan Zabeil, Germania, Italia

Infine Sign of Life e First feature, Open Doors, sezioni dove cineasti giovani. o provenienti da paesi in cui il cinema è in via di sviluppo, possono presentare film e cortometraggi; possono così farsi conoscere dal pubblico ma soprattutto dagli addetti ai lavori, siano questi stampa o industria dello spettacolo.

Non dimentichiamo che molti di questi film non verranno mai acquistati, e l’unica possibilità di visionarli è il festival. Quelli che colpiranno nel segno avranno la possibilità di essere acquistati e quindi di entrare in un circuito commerciale dove potranno essere visti da un maggior bacino di utenza.

LOCARNO FESTIVAL EASY

Appena arrivate a Locarno l’atmosfera è molto rilassata, direi decisamente easy.  Se uno si aspetta glamour stile La Croisette ha decisamente preso una cantonata. Sia la gente presente per assistere alle proiezioni, che il red Carpet stesso sono direi sottotono, pure forse anche troppo. Ad alzare l’asticella del glamour solo la presenza di Adrian Brody, in forma smagliante a ritirare il Pardo alla carriera, e la delegazione da Zurigo per la prima di Goliath, dove attori, attrici e vari consorti si erano tutti agghindati a dovere (e li ho sentiti distintamente preoccuparsi di essere ‘overdressed’ per l’occasione.)

Ma a parte questo curioso aspetto, la quantità e la qualità dei film proposti e decisamente altissima. Nonchè la presenza di ospiti, oltre al già menzionato Brody, era presente  Nastassia Kinsky, anche lei premiata, Vanessa Paradis, la regista Comencinie il regista Todd Haynes, Mathieu Kassovitz.

Un plauso anche all’organizzazione, perfetta sia all’entrata che all’uscita dei film, sia il sito perfettamente curato e all’app che una volta scaricata consentiva di avere in tempo reale i film disponibili per la visione. E poi il fantastico Pardo bus, che se si era forniti di badge ti scorrazzava da una sala all’altra dal mattino alla sera.

Non posso in questa sede per ovvi motivi di spazio recensire tutti i film che ho visto, potrei davvero tediarvi a morte, sicuramente recensirò alcuni dei più rilevanti prossimamente, come l’americano Beach Rats, Gemini di Aaron Katz,il francese Chien, il tedesco Drei Zinnen e lo svizzero Goliath.

E’ stato presentato in piazza anche Atomic Blonde, di David Leitch, che purtroppo non sono riusicita a vedere.

Non sono mancate le delusioni, come Milla, storia di noia e noia e ancora noia, o Lesser Bronzè le Cadavre, una sorta di Tarantino wannabe, con una sceneggiatura ai limiti del ridicolo, e una regia pretenziosa e assolutamente non convincente.

Una menzione anche ai film-documentario come Distant Constellation, girato in un ospizio in Turchia nell’arco di due anni, con interviste ad anziani di diverse etnie che avrebbero sciolto il cuore di un iceberg, e Anatomia del miracolo, girato a Napoli alla ricerca del mistero del Miracolo.

Oltre alla possibilità di assistere a molte prime visioni, per la stampa e non, e aver la possibilità di partecipare a conferenza stampa con registi e attori, confrontandosi con loro su tematiche proposte nelle pellicole a volte di non immediata comprensione, è stato davvero incredibile.

 

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adrian brody

 

 

 

 

 

 

gemini
Vinterbrødre (Winter Brothers)

 

 

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